Nuove misure per il contrasto alla prostituzione

Nuove misure per il contrasto alla prostituzione

Secondo una stima elaborata dall’Associazione Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi, in Italia vi sono tra le 75mila e le 120mila prostitute che generano un profitto di 90 milioni di euro al mese. Di queste, sempre secondo stime elaborate dallo stesso istituto, tra le 19mila e le 26mila sono vittime di tratta (in pratica, schiave che vengono sfruttate sulle strade italiane). Il dato più spaventoso però è quello relativo ai clienti, ben 9 milioni.
Purtroppo anche Trento è coinvolta da questa piaga e seppure con numeri relativamente “controllabili” (sono “soltanto” 30 le persone che secondo il vicequestore di Trento, Salvatore Ascione, si prostituiscono abitualmente lungo le strade di Trento), costituiscono un’onta per la coscienza della nostra città e della sua comunità che non può e non deve voltare lo sguardo altrove ma deve anzi combattere questo vergognoso fenomeno che favorisce diversi altri tipi di reati (dalla già citata tratta e traffico di esseri umani, al traffico di droga, passando per gli odiosi reati di violenza fisica e psicologica esercitate sulle vittime della prostituzione)

Per questo motivo, il Presidente della Commissione consiliare Politiche Sociali Michele Brugnara ha presentato un Ordine del Giorno (OdG) collegato alla proposta di deliberazione del gruppo consiliare Civica Trentina sul contrasto alla prostituzione avente che impegni il sindaco e la giunta del comune di Trento a mettere in atto concrete misure di contrasto allo sfruttamento della prostituzione.

L’OdG, nello specifico, chiede un impegno affinchè:

  1. vengano rafforzati gli interventi di “protezione sociale” a favore delle vittime di sfruttamento sessuale che miri al loro recupero umano e sociale coinvolgendo tutti i soggetti che possono essere d’aiuto (servizi sociali di Comune e Provincia, Forze dell’Ordine, Sistema giudiziario ma anche realtà del privato-sociale, istituzioni e organizzazioni laiche e religiose) favorendo la loro integrazione nella comunità trentina oppure, qualora venga espressamente richiesto, il rimpatrio nei paesi d’origine per le persone sfruttate provenienti da paesi terzi;
  2. modificare il Regolamento di Polizia Urbana introducendo il divieto di contattare soggetti che esercitano atti di prostituzione e la relativa sanzione pecuniaria amministrativa variabile da €200 a €500;
  3. individuare quelle strade che in determinati orari vengono abitualmente interessate da fenomeni di prostituzione emanando per le stesse il divieto di fermata in determinate fasce orarie;
  4. potenziare le attività di controllo della Polizia Locale sia sulle persone che si prostituiscono sia sulla loro clientela;
  5. vi sia una maggiore integrazione delle forze dell’Ordine e della Polizia Locale per meglio controllare il territorio investito da fenomeni di prostituzione;
  6. realizzare campagne informative nelle scuole che faccia conoscere la piaga della tratta degli esseri umani;
  7. informare entro 6 mesi dall’attuazione delle misure sopra citate le Commissioni consiliari competenti circa i risultati ottenuti comunicando i numeri degli interventi e la loro ricaduta sulle persone al fine di valutare attraverso queste statistiche l’entità reale del fenomeno;
  8. si elabori ogni 12 mesi un report che fotografi il fenomeno della prostituzione nella città di Trento sulla base delle attività di monitoraggio e valutazione delle misure di contrasto adottate e sopra elencate;
  9. trasmettere per conoscenza il testo della seguente mozione alle Forze dell’ordine affinché siano consapevoli dell’interesse dell’amministrazione comunale, delle commissioni consiliari e dei servizi sociali del Comune coinvolti nel contrasto alla prostituzione