Conciliare l’esigenza della sicurezza e la necessità del prendersi cura: chiesta modifica al Regolamento di polizia municipale

Conciliare l’esigenza della sicurezza e la necessità del prendersi cura: chiesta modifica al Regolamento di polizia municipale

Negli ultimi anni è fortemente cresciuta la richiesta di maggiore sicurezza urbana e di ordine pubblico anche a causa di una serie di eventi di portata globale che attraverso il sistema d’informazione sempre più pervasivo della nostra vita ha indotto un incredibile aumento della percezione del rischio e di conseguenza della paura. Ciò non toglie, ovviamente, che l’amministrazione comunale non sia anch’essa attenta e preoccupata nel garantire vivibilità e sicurezza. Tuttavia, le politiche repressive volte a sanzionare chi compie illeciti o addirittura reati non è sufficiente a venire incontro a disagi che nella maggioranza dei casi richiedono più attenzione verso il “prendersi cura dell’altro” piuttosto che la somministrazione di una punizione.
In tal senso, è giusto considerare una modifica del Regolamento di polizia urbana che permetta alla polizia municipale e alle forze dell’ordine di collaborare per intervenire in aiuto della cittadinanza lì dove è necessario anche un momento di ascolto per individuare le cause profonde di un disagio sociale e poter così intervenire coinvolgendo gli attori più adeguati a venire incontro alle richieste di aiuto provenienti dai cittadini in situazioni di fragilità dovute anche all’incapacità di questi ultimi di poter usufruire in sicurezza degli spazi urbani e dei servizi presenti nei quartieri della città.
Per questo motivo, il 10 luglio 2017 è stato presentato un Ordine del Giorno (prima firmataria Elisabetta Bozzarelli del gruppo PD-PSI Insieme per Trento, ma sottoscritto dall’intera maggioranza) in cui si chiede la realizzazione di un piano per le politiche integrate della sicurezza urbana che sia trasversale rispetto a vari ambiti e che vengano promosse, mettendo a disposizione le necessarie e adeguate risorse economiche e professionali per la realizzazione di quei patti di collaborazione atti alla formazione di reti territoriali che coinvolgano le diverse realtà territoriali del privato sociale che intervengono in contesti di marginalità e povertà.
Nel documento viene inoltre richiesto di rafforzare le sinergie e le collaborazione tra diverse istituzioni e amministrazioni territoriali per garantire l’attività di prevenzione e monitoraggio e la condivisione di misure che favoriscano la coesione sociale, la convivenza e il buon vivere comune

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