Educazione alla Cittadinanza: anche il comune di Trento aderisce all’iniziativa dell’ANCI

Educazione alla Cittadinanza: anche il comune di Trento aderisce all’iniziativa dell’ANCI

Il Consiglio comunale di Trento, durante la seduta del 20 novembre 2018, ha approvato la Proposta di Mozione presentata da Paolo Serra, consigliere del gruppo consiliare PD-PSI Insieme per Trento, in cui si chiede che la città di Trento aderisca all’iniziativa lanciata dall’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) che promuove la raccolta di firme a sostegno della legge di iniziativa popolare che introduce l’ora di educazione alla cittadinanza come materia curricolare nelle scuole di ogni ordine e grado.


L’iniziativa, partita ufficialmente il 20 luglio scorso, ha visto aderire numerosissimi comuni in tutta Italia.
Tra questi grandi centri come Firenze, Bologna, Bergamo, Napoli, ma anche piccoli comuni come San Benedetto del Tronto, Empoli, Prato, Pontedera, Ponsacco, Montevarchi, Volterra, Rignano sull’Arno, Bagno a Ripoli, che dimostra come l’esigenza di creare cittadini sempre più responsabili, partendo dall’educazione dei giovani nelle scuole, sia fortemente sentita su tutto il territorio nazionale.

D’altra parte, la scuola, che prepara i cittadini di domani, ha il dovere di impartire un insegnamento strutturato e organico dei valori della Costituzione, dell’organizzazione dello Stato affinché gli studenti acquisiscano il senso civico del rispetto, e del vivere in società, esercitando tanto i loro diritti quanto i loro doveri.

Le sfide del futuro come l’educazione ambientale e stradale, il rapporto con il web e i social network, l’impegno in politica e nell’associazionismo, necessitano di un momento formativo che conferisca agli studenti quella “cassetta degli strumenti” indispensabile per crescere più forti e sicuri in un mondo, dove la semplificazione e la banalizzazione del linguaggio e dei comportamenti, sta mettendo seriamente a rischio la coesione democratica e il senso di appartenenza ad una Comunità di cui siamo tutti figli e allo stesso tempo padri, perché tutti chiamati a contribuire responsabilmente al benessere generale, rispettando il prossimo senza tuttavia rinunciare alle nostre libertà che esistono proprio perché abbiamo deciso di prenderci cura gli uni degli altri attraverso le regole, le leggi e i principi fondanti della Repubblica

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