Il Consiglio comunale ha approvato, il 14 dicembre scorso, per il 2012, le aperture festive in deroga per i negozi cittadini nei periodi considerati ad alta attrazione commerciale.
Le aperture festive saranno nelle settimane o nelle domeniche in occasione: dei saldi invernali (festività dell'Epifania), durante la Fiera di S. Giuseppe, il Festival dell'economia, in luglio per l'inizio dei saldi estivi, in settembre in occasione dell'Autunno trentino, in novembre in concomitanza con l'apertura dei mercatini di Natale.
La delibera stabilisce inoltre che a queste potranno aggiungersi ulteriori tre domeniche, in occasione di eventi, manifestazioni, iniziative, ecc. che coinvolgono la città nel suo complesso.
Tutte queste decisioni restano comunque legate all'applicazione o meno delle liberalizzazioni di orari e aperture previste dal decreto Monti.
Il Partito Democratico si è detto a favore del provvedimento con gli interventi di Andrea Robol, Daniele Bornancin e Ruggero Purin, che ha sottolineato la condivisione di agganciare le maggiori aperture ad eventi di richiamo turistico.
Nella seduta del 15 dicembre, il Consiglio comunale ha votato il primo sì dell'iter previsto per l'affidamento in house della gestione dell'acqua. È stato votato infatti un atto d'indirizzo che ha dato mandato al sindaco Andreatta di poter procedere (congiuntamente al comune di Rovereto) allo scorporo del ramo d'azienda del servizio idrico. Una scelta che assicura una maggiore flessibilità gestionale, nessun balck out nell'erogazione del servizio, maggiore controllo sull'operato della società in un settore (quello della risorsa acqua) dove non esiste un'autorità centrale di tutela.
La gestione sarà affidata a una società a capitale interamente pubblico, partecipata, si auspica, da più comuni, oltre Trento. Attualmente il nostro comune gestisce il servizio idrico (acquedotto e fognatura, fontane e idranti) attraverso Dolomiti Rete SpA, proprietaria anche dell'acquedotto.
Presupposto indispensabile per la gestione in house è la ripubblicizzazione dell'acquedotto.
La rete idrica (con un valore stimato sui 42 milioni) potrà essere ripubblicizzata cedendo le quote del Comune in Dolomiti Energia oppure optando di lasciare la proprietà della rete alla nuova società. Su questo punto si sono concentrate le perplessità delle minoranze, comunque superate con l'approvazione di alcuni emendamenti.
In particolare è passata la proposta di prevedere la possibilità di cedere la quota comunale in Dolomiti Energia all'azionariato diffuso per finanziare l'acquisizione della rete idrica.
Disco verde anche alla proposta di procedere alla determinazione dell'indennizzo per il riscatto della rete idrica, tenendo conto anche delle anticipazioni/contributi erogati dal Comune alla Spa, così come di quelle sostenuti dal Comune e dai privati per la manutenzione e l'implementazione della rete. Sì anche alla proposta di procedere alla stima del valore di Dolomiti Energia Spa per valutare l'esatta consistenza delle azioni detenute da Palazzo Thun. Tutti gli emendamenti sono passati con ampia maggioranza.
Ampie le rassicurazioni dal sindaco Andreatta che ha chiarito all'Aula che l'Amministrazione tutelerà l'interesse dei cittadini. Nel nuovo modello gestionale, infatti, dovranno essere garantiti elevati standard di qualità complessiva per i cittadini oltre che efficienza, efficacia ed economicità della gestione. Si prevede, infine, la possibilità che alcuni servizi (quali la bollettazione, la analisi chimiche, il telecontrollo) possano essere gestiti in outsourcing, in modo da limitare l'impatto tariffario sulla collettività.