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Visita al carcere di Trento
lunedì, 12 dicembre 2011
visita carcere 18 nov 2011

di Paolo Serra

Come concordato con il Consiglio Comunale e la direzione del carcere di Spini di Gardolo il giorno 17 novembre alle ore 10 davanti al cancello dell'istituto di pena eravamo presenti in tre (Paolo Serra del PD, Manuali Giorgio Lista Civica e Bridi Vittorio della Lega Nord), dovevamo essere in cinque ma due risultavano assenti giustificati (Paolo Zanlucchi dell'UDC e Pisoni Luca del UPT). All'ingresso la guardia carceraria ci accompagna (dopo il deposito del cellulare e della verifica con la carta di identità) dalla direttrice del carcere dott.ssa Forgione Antonella e dal vicecomandante Danilo Cotugno. La sala di rappresentanza molto ampia (come tre celle).
La direttrice dopo un breve saluto di ben venuto chiede se abbiamo qualcosa da dire prima di fare un giro all'interno dell'istituto di pena. 

Manuali chiede informazioni riguardo al numero di detenuti e agenti in servizio, la direttrice riferisce che i detenuti sono 260 (capienza massima) di cui il 70% circa stranieri e 30% Italiani, mentre gli agenti in servizio sono 180 di cui 20 donne. L'organico per le dimensioni del carcere dovrebbe essere di circa 280-340, quindi carenza di personale. Inoltre ci sono circa 20 unità per ruoli amministrativi
Il sottoscritto chiede informazioni in merito ad eventuali corsi di formazione, la direttrice informa che il modulo di alfabetizzazione vede coinvolti circa 100 detenuti e vengono organizzati gruppi eterogenei. Le lezioni si svolgono dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 - 12.00 tranne il mercoledì che vengono svolte nel pomeriggio.
Chiedo se il corso Sirio dell'istituto Pozzo è ancora attivato, la direttrice riferisce che è stato sospeso, ma è stato siglato un protocollo tra l'assessorato all'istruzione e la direzione del carcere per proseguire il percorso geometri Sirio. Il corso non è partito quest'anno, ma c'è tutta l'intenzione di riattivarlo. Inoltre ci sono attività formative con i corsi FSE, ci viene consegnato l'elenco delle iniziative di formazione (vedi allegato).
Il sottoscritto ha chiesto inoltre se i detenuti coinvolti nel percorso educativo alla mattina perdono il loro momento di aria. È stato assicurato che i detenuti non lo perdono, se hanno impegni lo possono recuperare nel pomeriggio. L'orario d'aria per i detenuti è dalle 9 alle 11 la mattina e il pomeriggio dalle 13.30 alle 15.30.
Parlando invece di lavoro affidato ai detenuti (vedi allegato) abbiamo appreso che esistono alcuni lavori avviati come assemblaggio curato dalla Caleidoscopio, in data odierna abbiamo visto circa 15 detenuti che confezionavano dosatori per il sapone, per questo lavoro prendono 2 euro all'ora e sono previste 3 ore a turno.
Ogni gruppo è formato da 15 persone. Ho chiesto se i detenuti sono coinvolti in lavori interni all'istituto come manutenzione, cucina, lavanderia, giardinaggio, ecc., su questo aspetto la direttrice ha detto di trovarsi con le spalle al muro considerato i pochi fondi che arrivano dallo Stato. Non hanno i soldi per pagare i detenuti in lavori all'interno dell'istituto di pena.
Ho chiesto se il taglio dell'erba all'interno dell'istituto fosse effettuato dai detenuti, ma anche in questo caso non avendo i soldi per pagarli e mancando anche l'attrezzatura ciò non è possibile, infatti abbiamo notato che l'erba è decisamente alta. Anzi mentre eravamo in visita al carcere all'esterno c'era una cooperativa inviata dal Comune che tagliava l'erba. La direttrice ha colto l'occasione per proporre al Comune la possibilità di prendere in carico il verde interno al penitenziario, tramite una ditta o cooperativa utilizzando però manodopera interna al carcere, in modo da dare lavoro ai detenuti.
Sarebbe opportuno creare un collegamento tra l'interno del penitenziario con l'esterno per valorizzare i detenuti. Cercare di creare una domanda ed una offerta tra le realtà artigiane della nostra provincia. Una maggiore relazione tra il penitenziario e l'agenzia lavoro per creare i presupposti di un coinvolgimento dei detenuti ed ex detenuti. Questo pensiero era condiviso dalla direttrice, attualmente ci sono solo 3 detenuti che utilizzano lo strumento di semi-libertà.
Il carcere super moderno con centrali di controllo (sembrava una torre di controllo degli aeroporti) è monitorato a video e con comandi Touch Screem. Si aprono e si chiudono i corridoi, le celle vengono aperte dalla torretta, tutto l'istituto è monitorato tranne l'interno della cella.
Alla mia richiesta se era possibile aprire le celle, lasciando liberi i detenuti di entrare e uscire nel corridoio (fatto che viene spesso usato da molte altri carceri), per questo istituto secondo la direttrice non è possibile per mancanza di personale.
Abbiamo visitato la sala teatro da 211 posti, la chiesa cattolica degli uomini (c'è n'è una anche per le donne) e un' ampia sala per le culture religiose non cattoliche.
La cucina è ampia e moderna bene attrezzata (fondi provinciali) ma mancano ad esempio le presine per le pentole (fondi stato).
I cuochi sono detenuti che hanno seguito un corso e che già in precedenza avevano effettuato questo tipo di lavoro. La colazione alla mattina tè o caffè latte con tre panini (vuoti). Viene fatta attenzione per i pasti alle persone di altra religione.
Una idea per dare lavoro ai detenuti sarebbe anche quella di esternalizzare a ditte private la cucina in modo da sgravare l'Istituto carcerario della gestione con il vincolo di impiegare però le persone interne.
Ci sono corridoi enormi vuoti che fanno tristezza. Al terzo piano visitiamo le celle, l'apertura avviene dalla torre di controllo (ogni piano ha un locale al centro che controlla tutto) le celle ospitano due detenuti, sono abbastanza spaziose e dotate di bagno e piccolo angolo cucina. La televisione incassata nel muro non è possibile prenderla e spostarla. Celle pulite e decorose, la TV può essere vista fino alle 2 di notte (ricordo la discussione avvenuta in consiglio comunale riguardo all'orario della TV).
L'istituto è dotato di una biblioteca, una palestra che non siamo riusciti a visitare, c'è inoltre un campo da calcio utilizzato solamente due volte alla settimana, perché anche in questo non c'è sufficiente personale per il controllo e per la gestione dei trasferimenti dei detenuti e il normale lavoro giornaliero.
Abbiamo visitato lo spazio dedicato alle famiglie che vengono a trovare i detenuti (6 volte al mese) sia interno che esterno,c'è l'intendimento di mettere delle macchinette con del cibo già confezionato per permettere ai visitatori di acquistare all'interno del carcere alimenti senza portarli da casa ed evitare così perdite di tempo per i controlli.
Ci sono spazi anche per i bambini con alcuni giochi. Abbiamo visto una parte del braccio femminile, ci sono 18 detenute senza figli a seguito, anche se ci sono stanze per l'accoglienza dei bambini, fasciatoio, culla,bagno ecc. ma al momento non è stato utilizzato. Nelle sale di attesa e di visita abbiamo notato finalmente un po' di colore, i detenuti che hanno seguito un corso al Mart, hanno dipinto dei murales.
Cosa dire per finire, possiamo notare l'impotenza delle istituzioni di fronte alla mancanza di fondi da destinare al recupero del detenuto avvicinandolo al mondo del lavoro. Le statistiche nazionali pongono in evidenza chiaramente che se un detenuto è impegnato nel lavoro o nello studio ha poche possibilità poi nel futuro di rientrare in carcere, se vogliamo ottenere il recupero bisogna investire sulle persone.
Abbiamo una struttura decorosa, un bel edificio, ma senza o poca anima, non basta avere i portoni automatici, il Touch Screem per dare i comandi per aprire e chiudere le porte, oppure una sala PC, forse serve meno tecnologia e più sensibilità umana da parte di tutti.
Ultima cosa la direttrice ci riferisce che il Comune contribuisce con 5 mila euro all'anno, sono fondi che vengono utilizzati come incentivo ai detenuti che concludono un ciclo di formazione, si riuscirà a finanziare ancora?
Ci viene segnalato il problema relativo agli arresti di 24/48 ore che creano un aggravio di lavoro all'interno del carcere, mentre la soluzione potrebbe essere quella di collocare le persone in stato di fermo nelle celle del commissariato.
Alla fine della visita, si rimane colpiti dall'organizzazione e dalle efficienze elettroniche, ma allo stesso tempo mi domando se possiamo aiutare maggiormente i detenuti considerando che la maggioranza sono giovani verso i quali dovremmo dare qualche aspettativa per il futuro. A questo scopo invito l'amministrazione comunale ad individuare ulteriori forme di interazione con l'istituto di pena evitando tagli alle iniziative che il Comune ha in essere con l'istituto di pena.

Cordialmente
Paolo Serra

Leggi il riassunto delle attività di formazione nel carcere

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