Il Consiglio comunale ha approvato, nella sua ultima seduta, il Piano Guida per Trento Nord. L'approvazione del documento - passaggio indispensabile per arrivare alla stesura del progetto di bonifica dell'area - è passato con un'ampia maggioranza.Per quanto riguarda Trento Nord a far scorrere i lavori d'aula ha contribuito l'accordo raggiunto sull'emendamento all'ordine del giorno della Lega Nord che ribadiva la necessità di una bonifica integrale e unitaria di ex Carbochimica ed ex Sloi.
Per quanto riguarda, invece, il Piano Guida il vicesindaco ha insistito sul concetto che il documento rappresenta il passaggio indispensabile e obbligatorio per definire il progetto di bonifica dell'area. Se quest'ultimo sarà approvato dal Ministero dell'Ambiente si potrà procedere alla definizione del piano di attuazione. Il Piano approvato è molto diverso dalle prime ipotesi presentate e che tanto avevano fatto discutere. Diverso soprattutto perché meno vincolante. In particolare, i 23 mila metri quadri di centro commerciale interrato, la parte più contestata, scendono al livello di pura ipotesi, tutta da verificare quando sarà il momento di prendere le decisioni vere. Il Piano guida in discussione infatti, come è stato ribadito anche in aula, è un documento che chiarisce le destinazioni d'uso ma non è un piano vincolante al cento per cento. Determinate scelte saranno rinviate ai passaggi successivi, anche perché vanno oltre le competenze del Comune.
L'area ex Sloi ed ex Carbochimica – oltre 14 ettari di terreni a cavallo della ferrovia del Brennero – sono divisi nel Piano in quattro aree funzionali. La superficie netta del costruito arriva a un massimo di 124 mila metri quadrati, compresi 10 mila metri per attività di servizio pubblico, forse una scuola materna, non ancora localizzate. Il quadrante nord-est, verso via Brennero, è destinato a residenze, uffici, attività urbane (commercio, tempo libero, cultura, artigianato di servizio) e attività ricettive. Il quadrante sud-est sarà occupato da residenze e attività urbane, così come quello sud-ovest. Infine la parte nord-ovest comprenderà residenze, uffici, attività urbane, attività ricettive e la piastra del commercio per un totale di 49.300 metri di superficie. Sono previste due strade di collegamento a nord e sud degli insediamenti e due anelli per la viabilità interna. Inserite anche nuove piste ciclabili lungo via Maccani, via Brennero e sul ponte sopra la ferrovia. Confermata la piastra sopra i binari, sotto la quale potrebbero trovare spazio la linea del Brennero e la Trento-Malè potenziata a due binari con una nuova stazione. La previsione di collocare volumi sopra la piastra dovrà essere verificata in sede di pianificazione attuativa, anche in funzione dei progetti sulla linea ferroviaria che potrebbero ancora cambiare.
Ampia convergenza tra maggioranza e opposizione è stata trovata anche su un altro tema all'ordine del giorno, la richiesta alla Provincia di maggiori risorse per fronteggiare l'incremento delle indennità di esproprio. La questione era oggetto di una mozione sottoscritta dal presidente del consiglio, Renato Pegoretti, e dai capigruppo di tutte le forze politiche. Il testo è passato con 35 sì e 12 non votanti.
L'aula ha approvato, inoltre, il debito fuori bilancio per un valore complessivo di 744.208 euro. La somma è quanto il Comune dovrà versare come maggiorazione dell'indennità di esproprio ai proprietari del terreno situato a Povo, espropriato dall'Amministrazione per la realizzazione della scuola materna. Questo è quanto ha deciso la corte d'appello di Trento con la sentenza 251/11. Collegato a questa delibera è stato votato l'OdG sottoscritto da tutti i capigruppo per sollecitare la Provincia a stanziare delle risorse aggiuntive o un fondo ad hoc per finanziare i maggiori oneri derivanti dalla lievitazione delle indennità di esproprio su opere pubbliche già finanziate da parte dei Comuni, in conseguenza dell'introduzione delle nuove norme sulla quantificazione delle indennità. Il nuovo quadro normativo e le conseguenti decisioni della Corte d'appello hanno, infatti, prodotto un consistente esborso aggiuntivo per l'amministrazione che solo per il 2011 supera i 4,5 milioni di euro.
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