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Il futuro di Canova
venerdì, 29 luglio 2011
mappa piano per Canova
di Paolo Serra
(dal Corriere del Trentino del 28/07/2011) 

Il 2 marzo 1995 presso la sala circoscrizionale di Canova è stata convocata la prima assemblea pubblica con la partecipazione dell'allora sindaco di Trento Lorenzo Dellai in merito alla variante al P.R.G per l'urbanizzazione dell'area di Canova da inizio via Paludi fino alla circonvallazione a sud di Trento.
Dopo 16 anni il Consiglio Comunale di Trento mercoledì 27 luglio scorso ha votato a grande maggioranza l'atto di indirizzo per il futuro quartiere di Canova. Ci sono voluti mesi di dibattito intenso e costruttivo all'interno della commissione urbanistica per rimuovere ostacoli posti dal piano firmato Joan Busquets che impedivano una rivisitazione del progetto.

I metri cubi sono rimasti invariati ma si è potuto intervenire modificando la disposizione dei futuri immobili. Si è cercato di creare un quartiere vivibile, con relativi servizi e viabilità. La commissione ha esaminato tutte le problematiche riguardanti una così vasta urbanizzazione del territorio. Il progetto di edificazione pubblico/privato è volto a riqualificare situazioni critiche esistenti in materia di viabilità, servizi pubblici, trasporti, strutture ricreative, verde. È prevista la realizzazione di circa 600-800 appartamenti che porteranno circa 2.500 persone. Su questi presupposti, come consigliere comunale, mi sono impegnato affinché l'attenzione fosse posta anche agli spazi da utilizzare come servizi pubblici.
L'area di Canova si estende su 18 ettari, suddivisa in sei lotti, sarà caratterizzata – come nelle intenzioni di Busquets – da un'alternanza tra edificato e verde, per richiamare la campagna. Inoltre per permettere anche una certa elasticità nell'edificato in base alle varie esigenze e anche per ridurre l'occupazione di terreno è stato proposto una maggiore altezza degli edifici (19,50 metri) fino ad un massimo del 30% della superficie edificata.
Il nuovo quartiere avrà una piazza di circa 1.800 metri quadri dove sarà ricavato sotto un parcheggio e all'esterno tutto intorno alla piazza ci saranno servizi pubblici e privati. La piazza sarà collegata tramite il verde con via Paludi e la nuova strada principale all'interno dell'area e in parallelo con quella di via Paludi. in modo da creare un corridoio verde tra la vecchia realtà e quella nuova.
La strada interna a doppia corsia e con pista ciclabile permetterà il collegamento nord-sud di tutta l'area. È prevista la costruzione di una scuola media con annessa palestra e sale per utilizzo pubblico. Verrà realizzata anche una scuola materna, che permetterà di assorbire le richieste del nuovo quartiere. Vicino alla scuola materna ci sarà una piccola piazza che farà da cuscinetto al parcheggio che sarà realizzato a monte della scuola stessa, si potrà così liberare il piazzale della chiesa di Canova e realizzare finalmente uno spazio libero di ritrovo per la comunità.
I parcheggi saranno realizzati vicino alla piazza e vicino alla Trento Malè dove sarà ricavata una fermata per permettere all'utenza di accedere anche a questo servizio utilizzando il treno, il parcheggio servirà anche gli utenti della scuola media. È inoltre in fase di ultimazione il sottopasso pedonale e ciclabile che collegherà la piazza di Roncafort con Canova e ciò permetterà di unire i due territori. In prospettiva sarà necessario reperire i fondi per la realizzazione della strada di scorrimento che dalla futura scuola media dovrà uscire a sud del nuovo sobborgo in modo da togliere traffico dalla via Paludi e da via Soprassasso.
Molte volte le periferie sono identificate come contesti in cui si sono andati accumulando problemi che esprimono disuguaglianze e contraddizioni, disagi e degrado, impoverimento e in generale la percezione di una minore qualità urbana. La periferia deve diventare un centro di qualità scommettendo su nuove tecnologie e nuove costruzioni abitative. Un buon esempio è quanto fatto dal Comune di Bolzano: privati e cooperative si sono uniti per progettare e realizzare 550 nuovi alloggi CO2 neutrali (Canova ne prevede 600-800) ovvero sostenibili per qualità ecologica e ambientale. L'area complessiva è di circa 5 ettari (Canova 18 ettari) suddivisa in tre lotti (Canova 6 lotti).
Saranno i privati a costruire i circa 550 alloggi, parte dei quali (circa il 60%) destinati ad edilizia abitativa agevolata (cooperative). Il Comune di Bolzano, si è posto l'obiettivo della neutralità CO2 e ha approvato il Masterplan. In sostanza si chiede a chi costruisce nuovi alloggi di adottare standard qualitativi (Casaclima A) superiori a quanto previsto dai limiti di legge, tenendo in considerazione anche maggiore equità sociale per quanto riguarda i prezzi, e un impegno a garantire tempi rapidi e certi nella costruzione.
Ora è il momento di indirizzare le successive fasi di elaborazione dei piani di attuazione e di progettazione edilizia in modo da cogliere soluzioni tecnologico-architettoniche e urbanistico-insediative utili a garantire al futuro quartiere standard di eccellenza nel campo del risparmio e dell'efficienza energetica, della tutela ambientale, della qualità del verde e degli spazi pubblici, realizzando in questa area anche il giusto mix di situazioni abitative.
Personalmente non ho approvato l'Odg del PDL che chiedeva la totale esclusione di case ITEA nell'area di Canova, ho chiesto invece la realizzazione di case a canone moderato, in modo da dare risposta alle numerose domande di abitazione da parte dei cittadini. Con l'occasione ho evidenziato che attualmente nella zona di Canova vi è una forte presenza di immigrati per il semplice motivo che gli appartamenti sono stati affittati da privati e non per il fatto che sono presenti case popolari. Negli appartamenti ITEA si accede attraverso due graduatorie, una per i cittadini comunitari e una per gli extracomunitari. Comunque l'amministrazione comunale e la Giunta sono consapevoli che Gardolo ha già dato in termini di abitazione a canone sociale e quindi non sarà fatto nessun intervento in questo senso.
Per far vivere un quartiere ci vuole anche qualcosa che crei comunità, bisogna fare in modo che le diverse realtà culturali abbiano degli spazi adeguati per lavorare, per pregare e per trascorrere il tempo libero. Nello scorso mese di maggio sia il Sindaco di Trento Andreatta che il Presidente della Provincia Dellai hanno dichiarato un preciso impegno per la qualificazione del territorio di Gardolo individuando proprio in questa nuova futura realtà la possibilità di realizzare un spazio per la creatività giovanile. Ho proposto di invitare l'Università di Trento o l'Opera Universitaria a considerare questo spazio come una potenziale area di sviluppo, vista anche la vicinanza alla possibile metropolitana di superficie. Anche l'innesto della scuola potrà portare la giusta vivacità a un territorio che non deve essere o risultare un dormitorio.
È necessario migliorare l'area periferica della città incidendo sul sistema urbano attraverso un'azione profonda di riqualificazione. L'assunto alla base dell'idea progettuale sta nella convinzione che la qualità e la bellezza di un sistema urbano non debba essere esclusiva del centro storico – su cui già si interviene – ma elemento chiave dei quartieri e delle zone circostanti. Di qui la scelta di investire sulle periferie per ridurne il degrado, valorizzarne l'aspetto estetico e migliorare la qualità della vita. Perché il bello genera il buono. 

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