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Consiglio del 2-3 marzo: si discute della variazione di bilancio
mercoledì, 9 marzo 2011
disegno stilizzato di un consiglio comunaleÈ iniziata in aula la trattazione della delibera sulla variazione di bilancio, presentata in aula dal sindaco Alessandro Andreatta. La manovra si è resa necessaria in seguito ai tagli di risorse imposti dal patto di stabilità che chiede ai Comuni trentini con più di tremila abitanti di concorrere agli obiettivi nazionali di contenimento della spesa pubblica. Per il Comune di Trento, il calcolo arriva a più di 6 milioni 925 mila euro per la parte corrente del 2011 (7 milioni 850 mila nel 2012 e 7 milioni 230 mila nel 2013) e comporta l'azzeramento di mutui per la parte straordinaria. Per la parte corrente 2011 sono previsti aumenti di entrate per più di 4 milioni di euro e diminuzioni di spese per circa 2 milioni 800 mila euro. L'aumento delle entrate da contributi e trasferimenti deriva per più quasi 2 milioni e 300 mila euro dal trasferimento dalla sezione straordinaria di parte dell'ex Fondo investimenti minori, mentre la diminuzione della spesa sarà ottenuta intervenendo su più fronti. Fra questi è prevista la contrazione delle uscite per l'organizzazione di manifestazioni o convegni, per prestazioni professionali o consulenze, per l'esternalizzazione dei servizi bibliotecari e per la formazione e l'aggiornamento del personale. Fra le riduzioni ci sono anche gli stanziamenti per la manutenzione del patrimonio comunale, per l'acquisto di materiale d'ufficio o del vestiario, per il servizio nidi d'infanzia a gestione indiretta. In calo anche contributi verso vari soggetti, come il Centro Santa Chiara, Asis, il Museo storico, il Museo di scienze naturali.
Per quanto riguarda la parte straordinaria, l'obiettivo "cassa zero" ha comportato l'azzeramento dei mutui previsti per il 2011-2012. La manovra di riduzione dei prestiti da assumere per 23 milioni 866 mila euro è avvenuta con diverse modalità: risparmi in conto budget 2010, oneri di urbanizzazione, avanzo economico e riduzione di investimenti per circa 4 milioni e 900 mila euro (al netto dello spostamento in area di inseribilità della casa dello sport per 12 milioni 728 mila euro).
Ha aperto il dibattito Daniele Bornancin (presidente della commissione bilancio) che ha parlato di una "manovra di grande responsabilità" condivisa dalle circoscrizioni. Il consigliere ha poi evidenziato i tre aspetti che dovranno essere affrontati e cioè la revisione del piano tariffario, la finanza di progetto per alcune nuove opere e un piano organico delle dismissioni delle quote societarie nelle società partecipate del comune. Il tutto tenendo presente che l'azione del comune non deve penalizzare le famiglie e puntare su una attiva politica delle entrate. (leggi l'intervento di D. Bornancin)
È intervenuto al dibattito anche un altro consigliere del PD, Ruggero Purin che ha elogiato la manovra di bilancio e criticato la decisione imposta dal governo che danneggerebbe il ceto più debole delegando ai comuni la responsabilità di "mettere le mani nelle tasse dei cittadini". Ha poi insistito sulla necessità di rilanciare l'idea di Trento città capoluogo con maggiori risorse e maggiori responsabilità.
In generale il centrodestra ha criticato la manovra mentre il centrosinistra ha evidenziato la serietà dell'intervento.
Nel suo articolato intervento di risposta il sindaco ha toccato vari aspetti: ha parlato di un documento che arriverà presto all'attenzione della commissione bilancio e che potrà essere integrato con le osservazioni emerse dal dibattito, come i finanziamenti europei o la finanza di progetto. Ha precisato che i 100 mila euro previsti come entrate dalle violazioni del codice della strada riguardano contravvenzioni già elevate ma che non sono ancora state pagate. Sui tagli alla cultura il sindaco ha poi fatto notare che l'intervento imposto e la sua portata hanno comportato sacrifici anche nei settori ritenuti più strategici, come la cultura. Ha poi accolto diverse sollecitazioni come la ricognizione del patrimonio immobiliare, ha ricordato che l'amministrazione non ha scelto ma ha subito la manovra e ha osservato che la sfida non è solo spendere meno ma anche generare ricchezza.
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