La sera del 25 gennaio scorso il Gruppo consiliare comunale di Trento del Partito Democratico ha avuto modo di incontrare l'assessore provinciale all'ambiente e vicepresidente della Giunta provinciale, Alberto Pacher, che aveva ricevuto ai primi di gennaio la lettera aperta dal titolo "Più qualità e meno costi con un sistema uniforme di raccolta dei rifiuti e con impianti di trattamento dell'organico in provincia", firmata da undici componenti il Gruppo consiliare e da altri 63 aderenti al PD del Trentino (leggi il pdf della lettera aperta). Erano presenti all'incontro anche il sindaco Alessandro Andreatta, gli assessori comunali Marchesi e Plotegher e il coordinatore cittadino del PD Vanni Scalfi.
Oggetto dell'incontro, naturalmente, le due domande formulate nella lettera aperta:
- "Cosa è stato fatto in questi due anni e cosa sta facendo la Provincia per dotare il Trentino di impianti di trattamento biologico per la frazione organica dei rifiuti?"
- "Cosa è stato fatto in questi due anni e cosa si sta facendo per rendere omogeneo ed uniforme nelle diverse zone del Trentino il sistema di gestione della raccolta differenziata dei rifiuti?"
Sul primo dei due aspetti, l'assessore Pacher ha ricordato i dati principali che sono in gioco in Trentino: circa 60.000 tonnellate all'anno di rifiuti organici da smaltire, che attualmente sono conferiti direttamente dalle società che gestiscono la raccolta rifiuti nelle diverse zone del Trentino, e smaltiti quasi per intero negli impianti di compostaggio del Veneto, ad un costo di circa 115 Euro a tonnellata, per un costo totale annuo di quasi 7 milioni di Euro.
Pacher ha ripercorso brevemente le infelici esperienze pregresse costituite principalmente dai due impianti di compostaggio di Levico-Campiello e di Rovereto-Pasina e dal progetto di biodigestore a Lasino. L'impianto di Levico è stato chiuso due anni fa a seguito delle proteste degli abitanti della Valsugana per gli odori nauseabondi che si spargevano in valle e che i privati gestori dell'impianto non hanno saputo evitare. L'impianto della Pasina, sempre gestito da privati e capace di smaltire circa 10mila tonnellate/anno, è attualmente in stato di sequestro per problemi analoghi e la prospettiva è di chiudere lo stoccaggio o spostarlo altrove. Il progetto di biodigestore in Valle dei Laghi, dopo un lungo iter e tante discussioni, non si è potuto finora concretizzare perché il comune di Lasino non ha indicato la localizzazione. Sarebbe capace di smaltire circa 13mila tonnellate/anno di rifiuti organici, producendo energia da biomassa.
L'assessore Pacher ha confermato, sulla base anche dei sopralluoghi fatti presso impianti in altre regioni e nazioni, che gli impianti sia di compostaggio industriale che di biodigestione, "non presentano controindicazioni sotto il profilo dell'efficienza impiantistica", come recita il Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti. Per questo, la Provincia sta perseguendo l'ipotesi di favorire la realizzazione in Trentino, a cura di aziende private, di tre/quattro impianti capaci di trattare ognuno circa 20mila tonnellate/anno, oltre all'unico attualmente già attivo (5mila ton/a) presso il depuratore di Rovereto. Naturalmente, il problema è determinarne la localizzazione in accordo con i residenti, ma si sta lavorando in tal senso nella Piana rotaliana (Faedo-Cadino), nell'Alto Garda, a Lavis, nella Bassa Valsugana e ad Ala.
Alcuni consiglieri hanno suggerito che, aldilà del positivo lavoro "sotto-traccia", sarebbe opportuna una chiara comunicazione all'opinione pubblica che la Provincia sta perseguendo l'obiettivo di smaltire presto localmente tutta la frazione organica prodotta, rappresentando a tal fine un progetto organico complessivo. Qualcuno in particolare ha raccomandato il coinvolgimento del Consiglio delle autonomie.
Sul secondo aspetto trattato, le metodologie di raccolta differenziata, l'assessore Pacher ha innanzitutto ricordato gli obiettivi quantitativi previsti dal terzo aggiornamento (2006) del Piano provinciale dei rifiuti, 65% di raccolta differenziata e riduzione della produzione a 175 Kg/anno pro capite, grazie ai quali la quota da trattare con l'impianto di smaltimento finale, sarebbe costituita da circa 76.800 ton/anno di rifiuti solidi urbani, 5.000 ton/a di scarti della raccolta differenziata, 14.000 ton/a di rifiuti dichiarati "assimilati" agli urbani, 2.300 ton/a di rifiuti ospedalieri e 3.500 ton/a di rifiuti della Provincia di Bolzano per compensare il pregresso conferimento in direzione opposta.
Pacher ha ripetuto nell'incontro che, nonostante gli ottimi risultati conseguiti in alcune zone del Trentino ed un generale trend positivo che in meno di dieci anni sta portando dal 15 al 65% la quantità di raccolta differenziata, gli obiettivi del Piano non sono stati ancora raggiunti e che quindi un quarto aggiornamento del Piano – richiesto anche dalla Giunta comunale di Trento con apposita lettera circa un anno fa – in Provincia è ritenuto prematuro. Alla prospettiva, contenuta nella lettera aperta e rappresentata da alcuni consiglieri nell'incontro, di puntare a raggiungere ovunque percentuali più alte di r.d., così come già effettuato da alcune Comunità di valle (Fiemme, Primiero, Alta Valsugana) e da alcune Circoscrizioni di Trento, l'assessore si è detto scettico, citando ad esempio il caso delle nazioni del centro-nord Europa, dove la percentuale di r.d. non è dissimile dagli obiettivi provinciali.
Circa lo specifico argomento dell'uniformità dei metodi di raccolta differenziata nelle diverse zone del Trentino, tuttavia, l'assessore ha affermato che ha intenzione di lavorare a questo obiettivo in particolare promuovendo incontri di confronto tra le diverse società che gestiscono la raccolta, richiedendo a tutti precisi livelli di qualità della raccolta e raccomandando che la raccolta avvenga suddividendo i rifiuti nelle stesse tipologie, magari adottando gli stessi contenitori.
L'incontro si è chiuso con l'accordo di organizzare al più presto, presso la sede del Partito Democratico, un incontro non limitato ai consiglieri comunali di Trento, ma aperto anche agli altri amministratori locali e a tutti gli aderenti del PD, nello spirito della lettera aperta di inizio gennaio. A tal fine l'assessore Pacher si è impegnato a proporre una data al segretario provinciale Nicoletti ed al coordinatore cittadino Scalfi.
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