Alcuni consiglieri comunali e alcuni aderenti al PD del Trentino hanno inviato ad Alberto Pacher, assessore provinciale all'ambiente e agli altri componenti il gruppo consiliare provinciale del PD, una lettera aperta in cui si sostiene che per avere più qualità e meno costi nella gestione dei rifiuti in provincia di Trento serva un sistema uniforme di raccolta differenziata e impianti di trattamento dell'organico. È una lettera aperta che apre una riflessione.
Di seguito riportiamo il testo integrale della lettera con l'elenco degli aderenti.
Chi volesse sottoscriverla può inviare una email di assenso a flavio.santini@teletu.it precisando il comune di residenza.
Più qualità e meno costi con un sistema uniforme di raccolta dei rifiuti e con impianti di trattamento dell'organico in provincia
Il programma elettorale del Partito Democratico del Trentino alle elezioni provinciali del 2008, nel capitolo dedicato ad "Ambiente e territorio", per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, prevedeva, oltre ad un incremento deciso dell'impegno per la riduzione dei rifiuti alla fonte ed a favorire la cultura del riutilizzo, di "favorire la raccolta differenziata, in termini di qualità e quantità, affinché essa raggiunga in ogni Comune almeno i livelli già attualmente raggiunti nelle località più virtuose, anche puntando all'uniformità della gestione della raccolta sul territorio".
A sua volta, il Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti, nel terzo aggiornamento approvato il 21 aprile del 2006, a proposito di smaltimento della frazione organica, dice chiaramente che "la frazione organica raccolta separatamente è destinata a impianti di trattamento biologico: impianti di compostaggio o impianti di digestione anaerobica" e che "l'autosufficienza nel trattamento della frazione organica è strategica".
A distanza di più di due anni dalle elezioni provinciali del 2008, ci chiediamo e soprattutto chiediamo a chi abbiamo eletto e più di tutti rappresenta il Partito Democratico in Provincia sui temi dell'ambiente, e cioè all'assessore provinciale all'ambiente e vicepresidente della Giunta provinciale, Alberto Pacher, ma più in generale anche ai componenti la Giunta ed a tutto il Gruppo consiliare provinciale del PD, a che punto siamo con questi obiettivi programmatici, molto specifici ma altamente significativi del livello di civiltà del Trentino e dello stile di vita dei suoi abitanti.
Dalla qualità del processo di raccolta differenziata dipendono in parte anche la tipologia ed i costi dell'impianto di smaltimento finale del residuo, quell'inceneritore che attualmente appare necessario, per il cui sviluppo si sta pensando di ripetere il procedimento di gara.
Cosa è stato fatto in questi due anni e cosa si sta facendo per rendere omogeneo ed uniforme nelle diverse zone del Trentino il sistema di gestione della raccolta differenziata dei rifiuti?
È questa un'esigenza molto diffusa innanzitutto tra i cittadini, che si spostano da una zona all'altra, dalla città alle valli o viceversa, per esigenze di lavoro e studio o per periodi di vacanza, e che devono continuamente adattarsi a diverse modalità di conferimento. Questo insieme di sistemi diversi è difficile da praticare con correttezza, generando alla fine un abbassamento sensibile della qualità del materiale conferito.
In secondo luogo, è un esigenza di primaria importanza anche per gli operatori responsabili della fase successiva della raccolta differenziata: la separazione dei materiali e l'avviamento al riciclaggio. Pensiamo ad esempio alla Trentino Ricicla di Lavis, dove arrivano dalle diverse zone del Trentino materiali aggregati in modo diverso. Quanti costi si risparmierebbero ricevendo il materiale separato in modo uniforme in tutto il Trentino? Anche da questo dipendono le tariffe che i cittadini devono pagare.
Per questo è importante rendere uniforme il sistema di raccolta differenziata, facendo in modo che le diverse Aziende operanti sul territorio provinciale adottino le medesime modalità di raccolta. Più chiarezza, più qualità, meno costi.
E naturalmente i metodi da adottare sono quelli di chi, negli ultimi anni, ha dato i risultati migliori. Se guardiamo ai dati statistici che periodicamente vengono pubblicati, vediamo che in Val di Fiemme, in Primiero ed anche nell'Alta Valsugana si raggiunge ormai più del 80% di raccolta differenziata. Anche nella città di Trento, realtà urbana che presentava forse le maggiori difficoltà, con l'introduzione del metodo porta a porta le Circoscrizioni più virtuose hanno da tempo superato il 75%. È chiaro dunque come bisogna fare. Basta farlo. Estendiamo in ogni zona i metodi che danno buoni risultati.
Queste realtà hanno dimostrato che, perseguendo con convinzione gli obiettivi fissati nel terzo aggiornamento del Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti, approvato il 21 aprile del 2006, non solo si raggiunge in breve tempo l'obiettivo minimo del 65% citato nel Piano, ma lo si supera abbondantemente. Norme e regolamenti ci sono: ora è questione di buona volontà e di organizzazione.
Cosa è stato fatto in questi due anni e cosa sta facendo la Provincia per dotare il Trentino di impianti di trattamento biologico per la frazione organica dei rifiuti?
Già nel 2005 il Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti diceva che "... i dati acquisiti in via consolidata dimostrano come per raggiungere elevate percentuali di RD sia necessario attivare in modo esteso la raccolta dell'umido sia per le utenze domestiche che non domestiche, permettendo in tal modo la possibilità di puntare ad elevati tassi di riciclaggio della materia". Ciò in effetti successivamente è stato fatto ed in ogni realtà attualmente i rifiuti organici vengono raccolti separatamente dalla frazione secca.
Il Piano aggiungeva anche che "la frazione organica raccolta separatamente è destinata a impianti di trattamento biologico: impianti di compostaggio o impianti di digestione anaerobica", nonché "In particolare, la destinazione a impianti di compostaggio ordinari, che trattano anche la frazione alimentare, non presenta controindicazioni sotto il profilo dell'efficienza impiantistica ..."
L'analisi era molto precisa: "Ipotizzando di raggiungere l'obiettivo sulla raccolta dell'umido dettato dal seguente piano, il quantitativo annuo complessivo di organico che verrà raccolto a regime, sarà pari a 53.500 tonnellate. Tale flusso di materiale deve trovare sbocco in impianti dedicati al compostaggio di qualità."
Il problema da affrontare con decisione era quello dell'autonomia nella gestione del materiale organico: "Attualmente ... viene portato fuori provincia, in impianti del Veneto, con costi di conferimento e trasporto sempre più elevati. ... L'autosufficienza nel trattamento della frazione organica è strategica per poter garantire ai cittadini trentini che non vi sia un costante aumento della tassa/tariffa di smaltimento rifiuti nel corso dei prossimi anni ... Inoltre ... una chiusura, anche solo temporanea, di impianti extra provinciali a cui oggi viene conferito l'umido raccolto in Trentino, manderebbe in crisi l'intero sistema provinciale."
Ora, se siamo disposti a comprendere ogni difficoltà incontrata finora su questo percorso, chiediamo però che queste difficoltà vengano superate ben presto con decisione.
Certi di condividere i contenuti di questa lettera aperta, oggetto in passato di comuni battaglie politiche e decisioni di amministrazione della città di Trento, chiediamo ad Alberto Pacher ed agli altri rappresentanti del PD una positiva risposta ed azioni di governo concrete ed efficaci su scala provinciale circa le due questioni poste.
Nel contempo proponiamo un momento di aggiornamento e riflessione comune tra livello provinciale e comunale del partito sulla tematica complessiva della gestione rifiuti.
Consiglieri comunali di Trento firmatari: Santini, Pedrotti, Salizzoni, Purin, Bungaro, Pedrini, Serra, Pedrotti, Bianchini, Bornancin. Assessori comunali di Trento firmatari: Plotegher
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