Nel corso del dibattito sul bilancio il consigliere del Pd Corrado Bungaro è intervento ponendo l'accento su un passaggio, a suo giudizio, fondamentale e caratterizzante della relazione finanziaria presentata dal Sindaco, e cioè la precisa volontà, da parte di questa amministrazione, negli anni a venire, di puntare sui beni immateriali: cultura, formazione, innovazione e ricerca.
Una affermazione coraggiosa, visto i tempi e i tagli del governo nazionale su questi temi e che rappresenta una felice e virtuosa controtendenza per il Comune di Trento.
Molti studi dimostrano infatti che la cultura genera ricchezza. Diversamente da ciò che pensa il ministro Tremonti che ha affermato che "la cultura non dà da mangiare", per ogni euro investito nel settore culturale infatti, l'impatto (diretto, indiretto e indotto) sul sistema economico è di 2,49 euro.
Ciò significa che un incremento di PIL di 100€ nel settore culturale ne genera 249 per il sistema economico, di cui 134 al di fuori del sistema stesso. Ad affermarlo è una ricerca presentata dallo studio The European House - Ambrosetti a Florens 2010, la prima Biennale dei beni culturali e ambientali conclusasi a Firenze pochi giorni fa, il 20 novembre 2010.
Lo studio calcola anche gli effetti dell'investimento culturale anche sull'occupazione:
per ogni incremento di unità di lavoro nel settore culturale, l'incremento totale sulle unità di lavoro nel sistema ecconomico è di 1,65.
Cioè per ogni 2 posti di lavoro creati nel settore ne viene generato uno in un settore diverso.
Gli studiosi parlano di GOLDEN ECONOMY: la cultura è una gallina dalle uova d'oro che produce effetti positivi sull'economia e sull'occupazione.
La ricerca, che si fonda su basi scientifiche molto rigorose, ha dato, tra gli esempi concreti, anche quello del Festival dell'Economia di Trento, che ha un ritorno di ben 4 volte superiore alla spesa!
È tempo quindi, ha ribadito Bungaro, che si capisca che nella cultura bisogna investire.
Ha quindi auspicato la realizzazione di una "cabina di regia" qualificata per promuovere il sistema culturale trentino doc come un unico marchio di qualità. Ha poi osservato che Trento non rinuncia agli investimenti sul capitale umano, destinando un terzo del bilancio alle politiche sociali - altra virtuosa controtendenza rispetto alla situazione nazionale.
Il consigliere si è poi voluto soffermare sul tema della crisi, più volte ripreso in questi giorni nel corso del dibattito, sostenendo che la crisi più grande non è solo quella economica, ma è una crisi culturale, di stile di vita, e di valori.
La grande sfida, che riguarda anche i consiglieri comunali, è il passaggio da un modello individualistico, in cui l'interesse del singolo prevale su quello comune, a un modello di comunità, dove vale l'esatto contrario.
Secondo Bungaro, non ci si può più permettere di occuparsi della dimensione individuale della politica: occorre lavorare assieme affinché la funzione di indirizzo e controllo politico che è affidata a ogni singolo consigliere non sia la sommatoria di posizioni individuali ma piuttosto, e sempre più, la sintesi di posizioni politiche diverse o anche opposte attraverso la dialettica del dialogo.
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