Dopo gli interventi dei consiglieri, nel dibattito sul PUM, ha preso la parola Michelangelo Marchesi per la sua replica. L'assessore ha premesso che l'argomento affrontato è complesso, sentito e naturalmente rappresenta un grande interesse per la collettività. Ha affermato che il dibattito è stato utile per cercare di comprendere meglio il senso e i contenuti della proposta, ma anche per raccogliere i contributi che, condividendo o criticando, hanno consentito di arricchire la riflessione e incamerare proposte e suggerimenti. Ha ribadito l'attenzione a non considerare sempre ideologico il pensiero altrui e ha aggiunto che i prossimi giorni devono servire per passare al confronto pragmatico e vedere su quali elementi sono possibili condivisioni. Il Pum non è perfetto né immutabile e non ci deve essere la preoccupazione di votare un documento che non possa e non debba essere nel tempo rimodellato sulla base di nuovi scenari.Il Pum è e dovrà rimanere un libro aperto per arrivare poi a decisioni impegnative per la città e va mantenuto l'atteggiamento di coinvolgimento e partecipazione che già è stato alla base dell'elaborazione del Pum, come il fondamentale apporto delle circoscrizioni. Marchesi ha osservato che il riferimento del piano sono città europee più evolute, che hanno osato raccogliere le sfide per una mobilità più sostenibile finalizzata ad una maggiore vivibilità. Il piano è nato per dare chiarezza, coerenza, trasparenza a tutte le azioni che l'amministrazione metterà in campo in tema di mobilità coniugando la dimensione di concretezza delle azioni più vicine con l'obiettivo della lungimiranza, pensando a scelte che permettano un salto di qualità per Trento.Marchesi ha ribadito che non è un piano contro qualcuno ma se si vuole che Trento resti una città di qualità servono risposte adeguate alle aspettative dei cittadini, che sono spesso elevate perché dove si vive bene c'è il desiderio di vivere meglio. È perciò necessario tener conto dei vari bisogni che sono molto diversificati e le risposte devono essere adeguate. Ecco come si spiega la multimodalità (che non va confusa con l'intermodalità), cioè dare occasione a ciascuno di usare i sistemi più corrispondenti ai suoi bisogni, nel rispetto dell'intera comunità e con una particolare attenzione ai più deboli.
L'assessore ha riconosciuto che il fatto che non esista ancora un Piano provinciale della mobilità rappresenta un limite ma ha assicurato un continuo confronto sia con la Provincia che con altre confinanti amministrazioni comunali. Ha poi riconosciuto l'importanza della dimensione culturale per fare il necessario salto di livello, ha ricordato le iniziative già esistenti e spiegato che è anche con l'accesso a soluzioni diverse che si fa crescere questa cultura. Ha poi negato la mancanza di raccordo fra il Pum e il Prg e asserito che il Pum è costruito sugli attuali elementi di pianificazione urbanistica, ma anche sulle prospettive, almeno quelle che si possono prevedere.
Sul trasporto pubblico Marchesi ha evidenziato il tentativo di dare risposte forti e innovative sul lungo periodo cercando di migliorare il servizio anche nell'immediato. Ha detto di non condividere chi dice che solo chi ha molto tempo usa il trasporto pubblico e ha supportato con i dati la sua affermazione. Sul sistema Val ha ricordato che rappresenta una delle opzioni tecnologiche suggerite per la dorsale nord-sud e ha respinto le critiche del centrodestra su ciclabilità e pedonabilità affermando che il Pum tiene conto dei limiti rappresentati dalla morfologia del territorio comunale.
Sulla viabilità ha ricordato la necessità di dare una gerarchia alla rete viaria per indirizzare il traffico sulle vie che lo possono sostenere. Un esempio è il declassamento di via Bolzano e via Brennero come elemento di recupero di vivibilità per Gardolo. Ha parlato dell'esigenza di ragionare sull'interramento di Via dei Ventuno e sul potenziamento della tangenziale, con il miglioramento gli svincoli e pensando a soluzioni per i tratti più affollati.
Ha poi affrontato il tema della sosta, dicendo che ci sarà occasione per un confronto articolato, essendo un tema trattato in molti ordini del giorno, ma ha ribadito che da parte dell'amministrazione c'è la volontà di proseguire nella costruzione dei parcheggi di attestamento, alcuni dei quali sono già esistenti. Sui parcheggi di struttura ci sarà modo di discutere specialmente con i tre gruppi (Pdl, Lega nord e Civica per Trento) che hanno avanzato una serie di proposte alternative, ma ha ricordato che esiste già un'offerta che, dati alla mano, risulta in parte sottoutilizzata, perciò la prima strategia da mettere in campo sarà ottimizzare il pieno utilizzo di ciò che c'è.
(dal comunicato stampa del Comune di Trento)