Un OdG sul nuovo carcere
giovedì, 15 luglio 2010
A breve sarà operativo il nuovo carcere a Spini di Gardolo, una struttura che intende essere un vero e proprio modello - non solo dal punto di vista dell'edificio (il nuovo carcere sarà infatti dotato di celle e servizi all'avanguardia e in grado di ospitare a regime circa 241 detenuti) - ma anche per le opportunità che verranno messe a disposizione dei detenuti. La scelta infatti della Provincia Autonoma di Trento è stata quella di investire proprio sul fronte della rieducazione e del reinserimento dei detenuti. A fronte di questa scelta e considerata l'incidenza sul territorio del nuovo carcere, è necessario un rinnovato impegno da parte dell'Amministrazione Comunale sul fronte della rieducazione e del reinserimento dei detenuti.Già la legge 354/75 di riforma dell'ordinamento giudiziario prevede che l'attivazione di azioni - per lavoro, scuola, formazione professionale e quant'altro possa contribuire al percorso di miglioramento e di reinserimento delle persone detenute - spetti a tutta la collettività rappresentata dagli enti locali e dalle varie associazioni private.
Il Comune di Trento quindi dovrebbe impegnarsi su questo fronte in modo da individuare le modalità più idonee per integrare la nuova struttura carceraria nel contesto territoriale privilegiando un rapporto con il territorio, la comunità civile e il distretto penitenziario che veda la realizzazione di iniziative atte a far conoscere i diritti fondamentali di ogni individuo, e contribuendo, per quanto nelle attribuzioni e nelle competenze della nostra amministrazione, a facilitare programmi di lavoro, di formazione, di cultura, di sport e per la tutela della salute dei detenuti.
Per facilitare e agevolare sia chi lavora in carcere sia i parenti dei detenuti, andrebbero ache migliorati i servizi di trasporto pubblico e creata una struttura di accoglienza per gli operatori del carcere nella nuova area residenziale a loro dedicata e servizi a sostegno dei visitatori.
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