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Gestione dei rifiuti e termovalorizzatore
martedì, 26 gennaio 2010
Rifiuti urbani a TrentoRidurre la produzione di rifiuti, aumentare la raccolta differenziata e il riciclo dei materiali, smaltire il materiale residuo recuperandone il contenuto energetico, nella misura imposta dalla normativa europea, tutelando la qualità del servizio e la salute dei cittadini: sono questi gli obiettivi della politica di gestione dei rifiuti del Comune di Trento e per la quale anche il gruppo del Pd si sta impegnando. Tutto questo, nel quadro dell'ordine del giorno presentato dal Pd in consiglio comunale nel 2005, divenuto poi Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti.

La situazione attuale, sul territorio comunale, è questa: la raccolta differenziata, dove è stato attivato il sistema porta a porta, ha superato il 70% medio. D'altro canto, la discarica di Ischia Podetti, attivata 36 anni fa, sta per arrivare ad esaurimento.
Se l'obiettivo primario resta produrre meno rifiuti e differenziarne maggiormente la raccolta, oggi è urgente trovare il miglior strumento possibile di trattamento dei rifiuti residui, quelli cioè che non rientrano nella differenziata. Non è possibile, infatti, rinviare la decisione. Decisione che non è improvvisata ma frutto di studio, approfondimento, confronto con altre realtà e con i cittadini. Un'analisi accurata che ci ha portati al progetto di termovalorizzatore, per la cui realizzazione e gestione è in corso di emissione il bando per la gara di appalto.
Il bando si ispira ad alcuni concetti irrinunciabili, tra i quali l'applicazione della migliore tecnologia (BAT),  per garantire efficienza, efficacia e tutela della salute. L'impianto, cioè, dovrà essere in grado di preselezionare i residui ancora riciclabili come materie seconde, sicuro e tecnologicamente all'avanguardia, e mantenuto tale nel tempo, per ridurre al minimo le emissioni potenzialmente pericolose. Vale la pena ricordare, a questo proposito, che la discarica ha prodotto, in passato, inquinamento delle falde acquifere, ed oggi continua a produrre emissioni di gas e sostanze tossiche. Il termovalorizzatore (che brucerà i rifiuti residui, non più riciclabili, producendo energia) è uno strumento avanzato per risolvere oggi un problema non rinviabile ma anche per accompagnare la realizzazione del vero obiettivo, quella sfida, allo "zero waste",  che si vincerà se tutti noi ne comprenderemo l'importanza, adeguando anche i nostri comportamenti di consumatori.

Il termovalorizzatore di Ischia Podetti dovrà avere la potenzialità massima di 103.000 tonnellate all'anno di rifiuti conferiti ma verrà realizzato a moduli: se cioè i rifiuti diminuissero, l'impianto potrà essere utilizzato in misura inferiore. Inoltre, avrà come bacino di riferimento il Trentino: non saranno bruciati rifiuti provenienti da fuori provincia, con l'unica eccezione per la provincia di Bolzano (con un massimo di 3.500 tonnellate all'anno).
Sono alcuni dei vincoli fissati nell'ordine del giorno sulla politica dei rifiuti, proposto in consiglio comunale dal Pd con le altre forze di maggioranza. 


Le domande dei cittadini

 

Perché costruire un termovalorizzatore se il "porta a porta" nei quartieri ha superato il 60%?  Si intende forse abbandonare la raccolta differenziata?

L'impianto non si sostituirà alla raccolta differenziata ma ne sarà complementare e servirà a recuperare, come prevede l'Unione Europea, l'energia ancora contenuta nei rifiuti residui, quelli cioè non più riciclabili. L'obiettivo rimane la politica di riduzione dei rifiuti e di aumento della differenziata (secondo il piano europeo dovrà arrivare al 65%), tenuto conto della quantità e qualità dei rifiuti conferiti.

Perché la gestione dell'impianto sarà affidata a privati anziché all'ente pubblico?

Perché in questo modo l'amministrazione pubblica non avrà alcun onere finanziario e non dovrà provvedere a progettazione, costruzione e gestione dell'impianto; l'affidamento ai privati significherà anche accelerazione nella costruzione, perché solo alla sua conclusione il gestore inizierà ad essere remunerato, e maggiore efficienza per stesso interesse del gestore. All'ente pubblico, Azienda sanitaria e Agenzia per la protezione dell'ambiente, spetteranno i controlli, con relativi costi a carico del gestore.

È possibile progettare un impianto "modulare", che possa cioè essere adattato alle eventuali variazioni della quantità di rifiuti conferiti?

Lo studio di fattibilità prevede che l'impianto sia strutturato su almeno due linee (moduli) proprio per garantire flessibilità. Inoltre, in fase di gara di appalto verranno premiate le soluzioni che prevedano un numero di linee superiore o la possibilità di funzionamento anche a carico ridotto.

Quale può essere il grado di tossicità delle emissioni dell'impianto?

Lo studio di fattibilità e il bando di gara per l'appalto (pubblicato nel sito del Comune) individuano un rischio per la salute dei cittadini dieci volte inferiore ai parametri adottati dall'Organizzazione mondiale della sanità.

(altre domande e risposte nel sito del Comune)  

 

 

4 commenti all'articolo - torna indietro
inviato da Luca Tomazzolli il 18.02.2010 19:08
Caro Claudio,
la mia storia politica dentro un partito inizia col PD con l'elezione nella prima assemblea provinciale. Non so da dove derivi questa legittimità di DS e Margherità, di cui peraltro rispetto la storia politica, perchè mi risulta da testimonianze di persone iscritte a questi due partiti, che sull'argomento non ci siano state discussioni estenuanti (magari), ma decisioni calate dall'alto e per quella che è la mia esperienza che io sappia, nemmeno nel PD finora non c'è stata alcuna discussione approfondita per studiare e conoscere il tema in questione.
Infine mi chiedo come mai dopo tutte queste discussioni, non trovo nelle 232 pagine dello studio di fattibilità NESSUN riferimento alle PM1 e alle PM 0,1 in assoluto le più pericolose per la salute umana e solo una misera riga sulle PM 2,5 ????
Ecco i motivi per cui chiedo un chiarimento.
inviato da enrico il 12.02.2010 22:58
Proprio oggi sul corriere del trentino ho letto del giornalino, ed allora sono entrato nel sito proprio perchè mi interessava la questione inceneritore o termovalizzatore.
Personalmente ritengo questa scelta affrettata e sbagliata.
Io non appartengo al popolo del PD, ma vedo e sento molte persone simpatizzanti e vicini alPD che non sono daccordo su questa scelta fatta dal comune di Trento.IL trentino poteva vincere questa battaglia dei rifiuti in modo diverso dimostrando che si può arrivare al famoso zero Waste con sistemi meno impattanti verso il territorio e le popolazioni che vi abitano.
Auguro un ripensamento da parte dei nostri politici perchè altrimenti nel prossimo futuro non lo saranno più!
inviato da Claudio il 11.02.2010 09:58
Sul precedente commento: sono comprensibili tutte le opinioni e tutti gli stati d'animo per la scelta compiuta dal comune di Trento. Mi sorprende però lo stupore: sono anni che i gruppi di Ds e Margherita e poi di Trento Democratica e infine del Pd sostengono coerentemente questa posizione. Ne hanno la legittimità e ne portano ovviamente la responsabilità. A cosa serve ora un chiarimento se non a consolidare nell'opinione pubblica l'immagine di un partito che si estenua nelle discussioni interne?
inviato da Luca Tomazzolli il 10.02.2010 13:17
Ciao cari amici e colleghi di partito.
Ho colto con molto stupore il supplemento a Pensiero Democratico, nel quale compare il titolo "Termovalorizzatore una scelta necessaria". Credo che senza entrare ora nel merito della discussione, sia necessario un incontro di chiarimento e spero che questo avvenga al più presto.

Grazie per l'attenzione.
Luca Tomazzolli (componente del Direttivo del circolo PD Lavis)
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